Black Hat Seo: tutte le tecniche proibite – parte 1

Questo è il primo capitolo di un gruppo di guide riguardo il Black Hat Seo ovvero le tecniche proibite che Google penalizza in modo pesante.

Nel mondo del SEO esistono una serie di tecniche, Black Hat SEO, che non dovrebbero mai essere adoperate poiché definite dai motori di ricerca illegali. Naturalmente in ogni guida verrà fatto presente che portare avanti una campagna di marketing di questo tipo potrebbe creare una serie di penalizzazioni fino all’uscita del sito incriminato dai motori di ricerca con tutto ciò che ne consegue. Si è deciso di fare queste guide perché solo la conoscenza può realmente far decidere una persona in modo consapevole le scelte che caratterizzeranno la propria vita lavorativa.

Redirect 301

Abbiamo già parlato del redirect 301 e della sua importanza nel caso in cui il titolo di un articolo è stato cambiato dopo il salvataggio della pagina. Ma qualora questa funzionalità venga adoperata per reindirizzare le pagine non aggiornate verso altre più moderne si può incappare in alcune penalizzazioni da parte di Google.

Adoperare strumenti per generare pagine internet piene di parole chiave

Una pratica molto pericolosa è quella di creare automaticamente delle pagine internet con un grande numero di parole chiave senza dei contenuti interessanti in modo tale da cercare di ottenere un ottimo posizionamento. Google legge però quello che c’è in una pagina web e se non sono presenti dei contenuti interessanti essa viene immediatamente bollata come spam e pesantemente penalizzata. Le pagine obiettivo sono importanti ma tratteremo come farle in un’altra guida.

Cloaking

Una tecnica tipica del Black Hat SEO è il Cloaking e, come normalmente succede in questo settore, basa il suo funzionamento nel nascondere alcuni elementi della pagina web agli spider di Google. Nella fattispecie, mediante il cloaking il SEO nasconde le animazioni in Adobe Flash mostrando due versioni differenti dello stesso sito in base al fatto che il visitatore sia un utente reale oppure uno spider di Google.

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