HTML5 e SEO: i tag principali per il posizionamento

Quando si parla di HTML5 e seo vi sono alcuni tag molto importanti per il posizionamento quindi è meglio studiarli bene.

Il linguaggio di programmazione HTML5 può sicuramente essere un ottimo strumento in mano ai web designer per ottenere una struttura usabile, bella ma anche molto utile dal punto di vista della SEO. Questa tecnologia garantisce la possibilità di produrre uno scheletro ottimo per la il posizionamento.

Vi sono fondamentalmente una serie di tag HTML5 che dovrebbero essere presi in considerazione quando si sta creando una struttura del sito sono: article, section, haeder e hgroup.

  • <article>: questo tag è molto importante per determinare un tipo di contenuto autosufficiente in tutto e per tutto;
  • <section>: questo tag ha il compito di racchiudere gli article;
  • <haeder>: per la seo questo è un elemento quasi essenziale visto che nella testata sono presenti molte delle informazioni che poi andranno a potenziare la propria presenza sui motori di ricerca. Nello specifico si parla di elementi come il titolo, il brand e molto altro ancora;
  • <hgroup>: è utile per annidare le varie sezioni del tipo h1, h2, h3 e via dicendo;
  • <footer>: se haeder è l’inizio, il footer è sicuramente la fine del sito web. Anche questo elemento è essenziale per il posizionamento poiché anche in questa sede sono presenti informazioni importanti del sito;
  • <nav>: questo è il tag che contiene tutti i link quindi è un elemento essenziale per la SEO;
  • <video>: è importante poiché fa in modo da rendere i contenuti multimediali, quasi sempre audio, il più possibile compatibile per tutti i browser web rendendo il sito usabile garantendo una grande visibilità.

HTML5 può quindi essere considerato come un potente strumento non solo per i web designer ma anche per coloro che lavorano in ambito SEO. Come al solito, quando si scrive codice è necessario che la struttura sia pulita.

Precedente Recensione: SERPTrends SEO per Mozilla Firefox Successivo Social Media Marketing: ecco come partire nel modo giusto